Il 30 luglio 2025 la Commissione europea ha adottato una raccomandazione sullo standard volontario di rendicontazione di sostenibilità per le piccole e medie imprese, noto come VSME. L’obiettivo dichiarato comprende una risposta più ordinata alle richieste informative della filiera e dei finanziatori. Il carattere volontario va mantenuto distinto dagli obblighi che possono derivare da altre norme applicabili. Fonte: Commissione europea.
Prima il dato, poi il documento
EFRAG mette a disposizione un modello digitale e una tassonomia per favorire la preparazione delle informazioni VSME. Il testo della raccomandazione europea è consultabile su EUR-Lex. Questi riferimenti permettono di partire da un impianto riconoscibile, evitando di creare una struttura diversa per ogni interlocutore. Strumenti EFRAG; raccomandazione 2025/1710.
La nostra proposta operativa è costruire un archivio delle evidenze prima di redigere un racconto sull’azienda. Fatture energetiche, registri, documenti del personale e informazioni sui processi possono trovarsi in uffici diversi. Individuare chi conserva ogni dato, a quale periodo si riferisce e come viene calcolato riduce errori e richieste ripetute.
Una raccolta proporzionata
- Definire il perimetro dell’impresa e delle sedi comprese, mantenendolo coerente nei confronti temporali.
- Associare ogni valore a un documento o a un metodo di stima dichiarato.
- Separare risultati già raggiunti, attività in corso e obiettivi futuri con relative responsabilità.
Un dato mancante non dovrebbe essere sostituito con una cifra plausibile. Si può indicare la lacuna e programmare la raccolta, spiegando l’impatto sulla lettura complessiva. Anche le stime possono essere utili, purché riconoscibili e ripetibili. Se cambia il metodo, il confronto con l’anno precedente richiede una spiegazione: una variazione apparente potrebbe dipendere dal calcolo anziché dalla prestazione.
Usare le informazioni per decidere
La raccolta diventa più utile quando si collega a una scelta: consumi per unità prodotta, interventi di efficienza, formazione o condizioni della filiera. Pubblicare un numero senza sapere chi lo utilizzerà rischia di aumentare soltanto il lavoro amministrativo. Meglio assegnare un piccolo insieme di indicatori a persone che possono verificarli e proporre azioni concrete.
La pagina EFRAG segnala inoltre un aggiornamento dei materiali successivo allo standard volontario pubblicato dalla Commissione il 3 luglio 2026, con nuovi strumenti previsti nel quarto trimestre. Al momento della compilazione occorre quindi verificare la versione disponibile e il quadro pertinente, senza trattare un modello precedente come automaticamente aggiornato.
Prima di condividere il documento con clienti o banche, è opportuno controllare coerenza, riservatezza e corrispondenza fra dichiarazioni e prove. Lo standard non è una certificazione automatica della sostenibilità aziendale e il suo utilizzo non autorizza affermazioni ambientali non dimostrate. Un resoconto preciso, con limiti dichiarati e dati recuperabili, offre una base più solida per il dialogo commerciale e per migliorare la qualità delle decisioni interne.




