Il 2 agosto 2026 è diventata applicabile una parte rilevante dell’AI Act, con eccezioni e scadenze differenziate. La pagina aggiornata della Commissione europea segnala inoltre l’entrata in vigore dell’AI Omnibus il 27 luglio 2026, con calendari specifici per i sistemi ad alto rischio. Gli obblighi di alfabetizzazione sull’IA risultano applicabili dal 2 febbraio 2025. Fonte: Commissione europea, AI Act.
Partire da un inventario comprensibile
Il servizio ufficiale di assistenza mette a disposizione una cronologia aggiornata degli obblighi, compresi quelli sulla trasparenza. La classificazione dipende dal sistema e dall’uso concreto: un generatore di bozze commerciali non va automaticamente trattato come uno strumento che interviene su una decisione relativa al personale. Fonte: AI Act Service Desk.
La nostra proposta organizzativa è censire gli strumenti effettivamente utilizzati, includendo quelli attivati autonomamente dai collaboratori. Per ciascuno servono finalità, fornitore, persone autorizzate, dati inseriti e tipo di risultato prodotto. Questo lavoro rende visibili applicazioni che possono essere già entrate nel processo senza una decisione formale dell’azienda.
Tre domande per ogni applicazione
- Quale problema risolve e quale attività resta sotto la responsabilità di una persona?
- Quali informazioni vengono inviate al servizio e quali condizioni contrattuali regolano il loro utilizzo?
- Come si riconosce un risultato sbagliato e chi può interrompere l’uso dello strumento?
La formazione può partire da esempi reali del lavoro quotidiano: un riassunto con una cifra errata, un testo che inventa una fonte, una risposta che espone un dato riservato. L’obiettivo non è rendere tutti specialisti della tecnologia, ma consentire di riconoscere i limiti e di sapere quando chiedere una verifica. Le istruzioni dovrebbero essere brevi, accessibili e collegate ai ruoli.
Un progetto pilota con criteri espliciti
Prima di estendere un’applicazione, è utile provarla su un processo circoscritto e misurare qualità, tempo risparmiato e lavoro di correzione. Il beneficio lordo può essere ingannevole quando le verifiche successive assorbono più risorse del previsto. Anche l’assenza di errori in pochi esempi non dimostra l’affidabilità in tutte le situazioni.
Per gli strumenti rivolti al pubblico occorre verificare anche le informazioni rese all’utente. Il controllo deve considerare il servizio concreto, compresi eventuali obblighi di trasparenza e la possibilità di contattare una persona quando il sistema non risolve la richiesta.
La decisione di proseguire dovrebbe includere requisiti di riservatezza, autorizzazioni e compatibilità con gli altri obblighi applicabili. Nei casi più delicati serve una valutazione specialistica sul sistema e sulla funzione aziendale coinvolta. Un inventario mantenuto nel tempo consente di aggiornare queste verifiche quando cambiano il fornitore, i dati trattati o la finalità. La gestione dell’IA diventa così parte dell’organizzazione dell’impresa, anziché una raccolta di strumenti scollegati.




